Cenni Storici Anche il museo storico di Palmanova come
altri musei civici è un'istituzione che si è formata attraverso varie
forme di collezionismo legate all'azione dinamica di cittadini desiderosi
di conservare e testimoniare il passato, mantenendo un forte legame
con la città e il territorio di origine.
La vocazione di alcuni palmarini dì conservare documenti e materiale
di interesse storico sulla città è evidenziata in alcuni incartamenti
del 1906, anno in cui l'Amministrazione Comunale nominò
una "Commissione per la raccolta dei cimeli e memorie storiche di
Palmanova". I membri della suddetta commissione stabilirono che
il materiale raccolto fosse depositato presso una stanza al primo piano
dell'attuale palla» municipale: questo fu il primo passo per l'istituzione
di un musèo per là città. Durante la Prima Guerra Mondiale, grazie all'opera
di salvataggio del palmarino Fausto Pellizzoni, membro della commissione,
si riuscì ad evitare la distruzione e la dispersione del materiale raccolto,
negli anni precedenti al conflitto; infatti il Pellizzoni si trasferì
come profugo in altra città portando con sé tutta la documentazione
raccolta. La collezione, in prevalenza cartacea, ritornò nel luogo di
origine nell'immediato dopoguerra e si avvertì l'esigenza di creare
uno spazio adatto a contenere le raccolte.
Nel 1928 venne costituito un comitato esecutivo per
l'istituzione di un museo storico e in tale occasione si invitò la cittadinanza
a donare oggetti e documenti in possesso per evitarne la dispersione.
Finalmente nel 1933 la Municipalità decise di allestire
una grande mostra con i reperti raccolti in una sede ubicata in Piazza
Grande. L'allestimento museografico ricordava una "Wunderkammer"
ottocentesca dove i documenti si alternavano a palle di cannone e a
qualche oggetto racchiuso in apposite vetrine, ma il pubblico, per la
prima volta, poteva ammirare il lavoro dei curatori e, attraverso il
materiale esposto, ripercorrere la storia della Città fortezza.
Nel 1948 il consiglio di amministrazione del Monte
di Credito su Pegno di Palmanova deliberò la concessione al Comune dei
locali siti al primo piano del Palazzo del Monte di Pietà, affinché
fossero adibiti a sede del Museo Storico di Palmanova. Negli anni Cinquanta
questa forma embrionale di museo non ebbe molto successo, poiché il
materiale storico venne disperso in diversi magazzini della città.
Nel 1961 fu nominata la "Commissione comunale di
Palmanova per il Civico Museo e per i restauri della Fortezza"
e sotto la direzione del Cav. Antonio Visentin, si ebbe una sistemazione
organica delle raccolte che vennero periodicamente esposte al pubblico,
Si può parlare di una vera e propria istituzione museale solamente nel
1970 quando il patrimonio storico si arricchì di 161
oggetti provenienti dal Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo di Roma,
ceduti in deposito conservativo al museo di Palmanova.
Nel 1974 il Museo trovò sede definitiva a Palazzo Trevisan
diventando il punto di riferimento per visitatori e studiosi della Città
Fortezza. A partire dagli anni Ottanta l'istituzione museale ha perso
quel ruolo dì "museo reliquiario" assunto in passato ed è diventato
un luogo di educazione e di informazione storica permanente. Il Civico
Museo Storico costituisce il punto di partenza indispensabile per avere
una visione generale della complessa struttura urbana e del sistema
fortificatorio di Palmanova.
Fu istituito nel 1961 e, dal 1974
la raccolta di documenti e cimeli riguardanti la città, ha sede nell'attuale
Palazzo Trevisan, prima vera sede dell'istituzione museale.
Al Piano Terra sono esposte alcune carte geografiche
che evidenziano la situazione geopolitica del Friuli nel XVI secolo
e il territorio in cui sorse la fortezza di Palma. Una serie di riproduzioni
ed una pianta originale di periodo francese, di recente acquisizione,
illustrano l'evoluzione delle tre cerchie di fortificazioni della città.
Nella riproduzione di un'incisione del 1598, collocata
sulla parete sinistra dell'ingresso, troviamo la proiezione assonometrica
della città stellata.
Con estrema perizia sono descritti gli elementi fortificati relativi
al primo circuito difensivo (cortine, baluardi, cavalieri, fossato e
porte). Segue un secondo disegno (in riproduzione) del 1740
che registra l'aggiunta di una seconda cinta di fortificazione: i rivellini.
Infine, una proiezione zenitale della città (copia di rilievo austriaco
del 1851) riproduce fedelmente l'impianto urbanistico di Palmanova con
la costruzione della terza linea difensiva realizzata durante il dominio
napoleonico. Di particolare interesse la collezione di armi e armature,
provenienti da Castel Sant'Angelo a Roma, con esemplari del Rinascimento
(picche, corsesche, spuntoni, partigianette, tridenti, ecc.) e una serie
di spade e sciabole del XIX secolo.
Si possono ammirare, inoltre, le statue originali raffiguranti San Michele
e San Gabriele (sec. XVII), un tempo collocate in piazza, a ridosso
del Palazzo del Provveditore Generale e del Monte di Pietà, per tradizione
considerato il luogo dove venivano giustiziati i criminali della fortezza.
Attraverso lo scalone d'onore, si accede al primo piano, dove il materiale,
per la maggior parte cartaceo, è stato esposto in ordine cronologico,
al fine di creare un racconto storico che illustra la serie di eventi
verificatisi in fortezza dal 1593, anno della sua fondazione,
fino al primo conflitto mondiale.
Il Periodo Veneziano (1593-1797) comprende manoscritti,
disegni, progetti e riproduzioni relativi alla costruzione della fortezza.
Di notevole interesse la piccola raccolta numismatica con alcune monete
che hanno avuto corso durante il dominio della Serenissima e le medaglie
di fondazione con l'immagine del leone "guerriero" e della
croce sulla fortezza di Palma, simbolo di difesa della fede cristiana.
Al centro del salone sono esposti due scrigni ferrati del sec. XVIII,
un tempo custoditi nel Palazzo Veneziano delle Finanze. Lo splendido
forziere in rovere ricoperto da robuste piastre d'acciaio decorate in
stile "rocaille" veniva utilizzato per il denaro.
La sua apertura consiste nella combinazione di sedici movimenti, che
venivano eseguiti, con precisa sequenza, in parte spostando le cornici
che decorano il coperchio della cassaforte ed in parte con una grossa
chiave. Il secondo scrigno, di più semplice fattura, custodiva probabilmente
i progetti e i piani militari della Fortezza.
Periodo Napoleonico (1797-1798; 1805-1814): spicca
il disegno a carboncino con il ritratto di Napoleone e il manifesto
a stampa con la dichiarazione di guerra a Venezia emanata da Napoleone
nel 1797, si suppone proprio dalla fortezza di Palmanova.
Numerosi i documenti riguardanti la distruzione, ad opera dei francesi,
dei villaggi di Ronchis, Palmada e San Lorenzo, per l'ampliamento delle
strutture fortificate. Caratterizzano il Periodo Austriaco (1814-1866)
i documenti sull'assedio del 1848, gli esemplari di
carta monetata emessa esclusivamente per la fortezza e alcune stampe
e scritti relativi alla vita sociale di Palmanova durante il Regno Lombardo-Veneto.
Periodo Italiano (1866-1918): sono esposti diversi
documenti sul blocco d'assedio del 1866, la convenzione
d'armistizio, i decreti reali, le monete ed alcune significative fotografie,
testimonianza dei bombardamenti e delle distruzioni provocate all'interno
della città, durante la ritirata di Caporetto, ottobre 1917.
Una serie di balestre, fucili e pistole a luminello, mazze ferrate del
primo conflitto mondiale completano le testimonianze di questo racconto
storico.
Il Civico Museo Storico ha sede nel
Palazzo Trevisan, Borgo Udine, 4;
tel./fax 0432 929106
All'interno, possibilità di proiezioni di filmati sulla storia della
Fortezza e prenotazioni per visite guidate al Museo, alla città e alle
fortificazioni con guide turistiche regionali autorizzate.
Lunedì: 09.30 - 12.30
Martedì: 09.30 - 12.30
Mercoledì:09.30 - 12.30
Giovedì: 09.30 - 12.30
Venerdì: 09.30 - 12.30
Sabato: 09.30 - 12.30
Domenica: apre solo su prenotazione con preavviso di almeno 10 giorni prima tramite fax al numero: 0432/929106
Ingresso a pagamento:
Interi - euro 2,00
Ridotti - euro 1,50