A seguito di Decreto Ministeriale e con provvedimento ordinativo dello Stato
Maggiore dell’Esercito, il Museo Storico Militare nasce nel 1987 con lo
scopo di rivitalizzare la fortezza di Palmanova a fini culturali e di legare
la sua storia a quella delle unità e dei reparti veneti, austriaci, francesi
e naturalmente italiani che vi si sono succeduti negli ultimi 400 anni.
Dopo vari lavori di adeguamento ai fini della pubblica agibilità, di
recupero e restauro delle opere fortificatorie, il museo è aperto al
pubblico dal luglio 1990.
Il museo si articola in più sedi:
occupa il “Palazzo del Governatore alle
Armi” del 1613, ubicato nella Piazza d’Armi (oggi Piazza Grande)
e comprende , oltre agli uffici direzionali, sale espositive con reperti di
unità che hanno legato la loro storia con la città e con il
Friuli.
Al Dongione della Porta si accede attraverso rampe laterali. Quella di sinistra
consente di raggiungere l’ingresso della prima parte espositiva: il
percorso museale si articola in senso circolare negli spazi del locale comprendendo
una serie di testimonianze che documentano la presenza delle guarnigioni di
stanza a Palmanova dal 1593 ad oggi.
Del periodo veneto (1593 – 1797) si segnala la riproduzione in legno
di colubrine, armi da fuoco utilizzate dall’artiglieria veneta nel secolo
XVII con una gittata di circa 350 metri. Le riproduzioni di documenti e di
disegni esposti descrivono l’iconografia delle milizie venete costituite
in prevalenza da alabardieri, picchieri, moschettieri, cernide, bombardieri
e cappelletti (milizie a cavallo). Le sezioni riguardanti i periodi napoleonico
(1805 - 1814), austriaco (1814 - 1866) e italiano (dal 1860 ad oggi) sono
caratterizzate dalla presenza di uniformi, armi e cimeli militari, in parte
riprodotti, ed in parte originali donati da privati. Nel percorso interno
sono collocati plastici con la rappresentazione delle fortificazioni, allo
scopo di orientare il visitatore nel settore espositivo "ein plein air".
Interessante, sotto il profilo architettonico, l’interno di questo edificio
un tempo alloggio e posto di guardia delle guarnigioni: sono visibili ancor
oggi le mensole in pietra per i ferali e la nicchia con il camino. Da questa
postazione si raggiunge la sommità di un baluardo che offre al visitatore
un panorama del complesso sistema difensivo della fortezza. Il percorso esterno
continua verso il fianco sinistro del baluardo, un’altra loggia dotata
di “rampa di sortita” consente la discesa verso il settore delle
fortificazioni "a cielo aperto". Sono visibili i diversi elementi
fortificati della città: la cortina (lato dell’ennagono della
fortezza), il cavaliere (postazione elevata sulla cortina per artigliere di
lunga gittata), il baluardo (terrapieno a forma di punta di freccia, munito
di piazzetta per l’artiglieria e di riservette per il deposito delle
polveri), la falsabraga (terrapieno parallelo al muro di cortina per occultare
gli spostamenti dei soldati dalle fortificazioni interne a quelle esterne),
il fossato (cunetta che separa la prima cerchia di fortificazioni dalla seconda
linea difensiva veneziana), il rivellino (terrapieno ubicato esternamente
in asse alla cortina e protetto da fossato secco, struttura dotata di piazzetta
per artiglieria e di riservette per le polveri e munita di gallerie sotterranee).
Dalla piazza del rivellino si accede alla strada che conduce direttamente
alla lunetta napoleonica, terza linea fortificata, realizzata dal Genio Francese
nel 1805 – 1806, posta in asse al baluardo. La struttura centrale detta
"caponiera" dotata di postazioni per i cannoni da fortezza, è
protetta ai lati da due locali in pietra con volta coperta denominati, "casamatte".
La Lunetta è raggiungibile attraverso la strada esterna oppure attraverso
un suggestivo percorso sotterraneo in galleria o "mina".
LEGENDA FOTO
1. Direzione;
2. Esterno di porta Cividale;
3. Un settore del museo con in evidenza la colubrina veneta;
4. Loggia di destra;
5. La salita al rivellino vista dal fossato;
6. La lunetta napoleonica