LA CITTA'
Borgo Udine

PALAZZO DEL RAGIONATO Borgo Udine ospita alcuni edifici importanti e dirigendosi verso la piazza (uscendo dal Museo Civico e proseguendo verso Porta Udine al primo incrocio) si riconosce un palazzo con numerose iscrizioni: è il Palazzo delle Finanze o del Ragionato , costruito dal Provveditore Memmo nel 1598, quale sede del Tesoriere vicario del Provveditore Generale. L'interno dell'edificio è riconducibile a quello tipico dei palazzi rinascimentali: ampio ingresso con pavimento in acciotolato e porte laterali che immettono in locali di servizio; uno scalone ripido che conduce al piano nobile dove si apre un vasto salone con balconi sul borgo e sul cortile, mentre al secondo piano alloggiava la servitù. Il resto del Palazzo è stato fortemente rimaneggiato; qui sostò Napoleone Bonaparte durante il secondo dei suoi soggiorni nella Fortezza di Palma.


Borgo Aquileia o Marittimo

DEPOSITO DELLE MONIZIONI Il Deposito delle Monizioni o Fontego Pubblico detto anche Arsenale, fino a poco tempo fa sede della Caserma Montezemolo, è un grande edificio che si affaccia su Borgo Aquileia precisamente subito dopo essere entrati dalla Porta. Oltre a deposito di grano e granaglie, aceto, olio, l'edificio era destinato a contenere le monizioni da bocca, mentre le munizioni da fuoco cioè le armi erano custodite in un'ala del Palazzo del Governatore alle Armi in Piazza; dunque c'erano munizioni ma anche attrezzi e riserve per l'artiglieria. Sulla facciata verso Borgo Aquileia spiccano le pietre bianche squadrate che impreziosiscono gli spigoli, le finestre e il portone del Palazzo. Iniziato nel 1616 sotto il provveditorato di Antonio Grimani, fu ampliato in seguito da Giovanni Nani nel 1625 e successivamente dal Provveditore Pietro Lion nel 1630.

CORPO DI GUARDIA-ANTICA POLVERIERA CON LOGGIA Sul lato opposto all'Arsenale si trova un altro edificio detto Corpo di Guardia. Tale costruzione fu fatta erigere nel 1666 dal Provveditore Pietro Donato ed era destinato alle beccarie, in modo che gli scarti della macellazione, gettati nella roggia, potessero immediatamente uscire dal canale di scolo. Questa destinazione d'uso rimase fino agli anni '60 del secolo scorso. Il porticato è ornato da tre stemmi gentilizi in cartiglio posti sopra delle iscrizioni; nell'angolo a sinistra lo stemma del Provveditore Marino Zane con l'insegna sormontata dal cappello coronato. Sulla facciata principale due stemmi appartenenti uno alla famiglia Contarini e l'altro alla famiglia Donato. Questo edificio era addossato ad un'altra costruzione già esistente: una torretta quadrangolare per la conservazione delle polveri, la più antica polveriera della città e anche una delle prime costruzioni all'interno della fortezza; conteneva oltre alla polvere da sparo micce e altri materiali; della torretta si intravedono gli spigoli originari in pietra e due uscite ad arco sul retro. (cfr. "Le mura di Palmanova", Italia Nostra sezione di Udine, 2001).

POLVERIERA NAPOLEONICA DI CONTRADA FOSCARINI Dal borgo Aquileia , deviando verso Via Lion si può vedere una delle tre polveriere "magasins a' poudre" progettate nell'Ottocento da Laurent, comandante l'imperiale Corpo del Genio francese, e allogate al posto di quelle veneziane risultate ormai obsolete. La costruzione è costituita da un unico corpo rettangolare con copertura di volta a botte in mattoni; i muri perimetrali di notevole spessore per attutire i colpi delle artiglierie del tempo, sono formati da pietra viva squadrata. L'aula, probabilmente, era dotata di soppalco, dove al piano superiore vi erano conservate le polveri e nella parte sottostante vi era il deposito delle munizioni del genio militare. Negli anni Settanta è stata restaurata per opera della Soprintendenza ed ora è sede di mostre d'arte. (Ricordiamo l'appuntamento annuale della mostra di stampe antiche dal 1 al 31 agosto).


Borgo Cividale

Borgo Cividale è una delle tre vie radiali che partendo dalla Piazza conducono direttamente alle Porte. La strada è quella che conduce a Gorizia e a Cividale. Sul borgo si affacciano numerosi negozi e in fondo troviamo il Museo Storico Militare da dove parte l'itinerario per una visita a un settore completo di fortificazioni. Tra gli ultimi edifici e l'area delle fortificazioni si trova la Strada delle Milizie. In quest'area sono riconoscibili due quartieri secenteschi successivamente trasformati in abitazioni civili e al momento non utilizzati. Durante il Periodo Veneziano, a partire dall'anno 1595 ne furono costruiti dodici, dedicati ai Santi patroni. La tipologia della maggior parte di questi edifici, con il tempo fu trasformata, ed oggi la struttura originaria è completamente irriconoscibile. Per quanto riguarda la forma, essi non si scostano da un modello veneziano comune: edificio rettangolare molto allungato a due piani con ali terminali a due o tre piani sporgenti verso il lato del cortile. Presenza di scale esterne che immettono nei corridoi coperti da arcate o in semplici ballatoi scoperti.


La Piazza

Osservatorio privilegiato della struttura viaria e urbanistica della città è la Piazza Grande, un tempo denominata Piazza d'Armi. Al centro di questo ampio spazio perfettamente esagonale si erge un basamento in pietra d'Istria, su questa base monumentale, da tempo immemorabile testimone delle vicende storiche della fortezza, s'innalza l'alto stendardo, simbolo della fortezza stessa. La crescita della piazza, dei suoi decori nel corso dei secoli, è stata sempre determinata da esigenze politiche di cui duplice scopo era quello di esaltare una piazzaforte del sistema difensivo veneziano e di rafforzare i legami fra stato e cittadinanza locale. Anche se la prima istanza che mosse i fondatori della città nel dar forma alla piazza è stata è stata di carattere militare, questo vitale spazio ha assunto via via nel contesto sociale ed economico di Palmanova un ruolo di rilevante aggregazione della popolazione civile (ancor oggi ogni lunedì si svolge un importante mercato). Da poco ristrutturata, esalta nella sua ampiezza gli edifici storici più importanti della città, il Duomo Dogale, il Palazzo del Provveditore Generale, il Palazzo del Governatore alle Armi, la Loggia della Gran Guardia, il Palazzo del Monte di Pietà. Interessanti sotto il profilo artistico le undici statue collocate all'imbocco di ogni strada che sfocia all'interno della piazza con la raffigurazione dei Provveditori Generali della Fortezza. Si può ritenere che le statue siano state realizzate dalla Comunità e dalle milizie palmarine come segni di riconoscenza a particolari individui, distintisi per generosità ed equità, pur non escludendo l'ipotesi di un diretto interessamento da parte dei singoli provveditori.

IL PALAZZO DEL PROVVEDITORE GENERALE
Situato in Piazza Grande, attuale sede del Municipio. La sua costruzione si deve al Provveditore Marc'Antonio Memmo: lo testimoniano la data 1598 sulla chiave di volta e il suo nome e titolo sull'arco del portale d'ingresso dell'edificio. La costruzione a due piani fu situata in piazza all'angolo destro sull'imbocco di Borgo Marittimo (oggi Aquileia). Gli spazi interni erano destinati all'abitazione del Provveditore e della sua famiglia, vi erano gli alloggi del segretario, la cancelleria (per l'amministrazione della giustizia). Naturalmente non potevano mancare la cucina, la cantina, la liscivia dove si faceva il bucato, un'armeria e gli alloggi per la servitù collocati probabilmente all'ultimo piano. Ma ben presto gli spazi di questo nuovo palazzo risultarono insufficienti, tanto che il Provveditore Giovanni Pasqualigo nel 1611 fece edificare una nuova ala, allestendo al piano terra gli alloggi delle guardie personali del comandante della fortezza e altri locali di servizio in aderenza al fabbricato del 1598. Il Palazzo fino al 1797 rimase la sede del Provveditore Generale. Nel corso degli anni fu "Palazzo per l'uso dell'edificio dell'Imperial Regio Comandante della fortezza 1851); con l'Unità d'Italia fu denominato "Palazzo del Comando del Regio Esercito". Agli inizi del Novecento l'amministrazione comunale di Palmanova decide di acquistare il palazzo per lire 69.493 e destinarlo come sede del Comune. Il recupero dell'edificio storico risale al 1989 ad opera degli architetti Claudio Burino e Varnero Vanelli che , tenendo conto della stratificazione storica, hanno previsto la ricomposizione di antiche strutture, valorizzando gli elementi architettonici e riproponendo materiali e decorazioni coerenti con la tradizione costruttiva veneta. E' stata effettuata una organizzazione degli spazi interni, destinando al piano terra le funzioni maggiormente interessate all'affluenza di pubblico, quelle del primo piano alle funzioni di rappresentanza e uffici, quelli del secondo ad utilizzi tecnico-amministrativi e finanziari. Il Palazzo ha mantenuto ancor oggi con il suo Salone d'Onore e la Sala Consiliare quelle funzioni di rappresentanza degne del suo glorioso passato.

LA LOGGIA DELLA GRAN GUARDIA Tra il 1599 e il 1601 sotto il Provveditorato di Alvise Priuli I, a ridosso del Palazzo Generalizio, fu costruita la Loggia della Gran Guardia, edificio che ospitava truppe di militari e un corpo di guardia, tra cui gli alabardieri che al comando di un capitano costituivano la scorta del Provveditore. La struttura è a pianta rettangolare e si sviluppa su due piani: il piano terra presenta un loggiato con sette arcate mentre il primo piano ha sette finestre separate da lesene in corrispondenza delle arcate. Accanto alla Loggia della Gran Guardia vi è un'altra struttura ad archi, un tempo denominata Loggia dei Mercanti; all'interno di essa si trova il Monumento ai Caduti in guerra, eseguito dall'artista Marcello Mascherini.

IL PALAZZO DEL GOVERNATORE ALLE ARMI
L'edificio fu costruito nel 1613 sotto il comando del Provveditore Generale Benedetto Tagliapietra; era sede dell'abitazione del Governatore alle Armi, seconda carica dopo il Provveditore Generale. Questa autorità militare era nominata dal Senato Veneto e doveva garantire la sicurezza della fortezza. Il Palazzo era sede del comando militare in fortezza e deposito di armi; comprendeva anche una stalla, una legnaia e un cortile con pozzo. Il palazzo, restaurato nel 1993, presenta una facciata sviluppata su tre piani con due portoni ad arco dei quali uno sormontato da finestra con balconcino. All'interno di una cornice si intravede il leone di S.Marco scalpellato dai Francesi. L'edificio oggi è diventato sede della Direzione del Museo Storico Militare.

IL MONTE DI PIETA'
Di fronte al Palazzo dei Provveditori si trova il Monte di Pietà, iniziato dal Provveditore Gerolamo Foscarini nel 1664 e completato nel 1666 da Alvise Molin per contrastare l'attività degli usurai in città. L'edificio fu quasi interamente distrutto durante l'assedio austriaco nel 1814, poi ricostruito nel 1829. Si riconoscono alcuni stemmi gentilizi veneziani e i portoni di accesso situati sulla piazza e sul borgo: gli ingressi differenti, uno per l'entrata e l'altro per l'uscita, permettevano alle persone di non essere viste o di evitare incontri spiacevoli. Sull'angolo dell'edificio una statua rappresentante la Pietà di autore ignoto posta sotto un baldacchino.