Il teatro

Teatro Gustavo da Modena
   

L'esigenza di edificare un Teatro di società a Palmanova nacque intorno al 1841 per iniziativa di un gruppo di cittadini benestanti, guidati dagli avvocati Antonio Simoni e Antonio Monte Rumici. Il progetto riscosse un immediato successo e la sua realizzazione fu affidata all'architetto Giovan Battista Bassi.

L'edificio, situato nel centro storico della città-fortezza, si distingueva per la sobria elenganza a dispetto delle ridotte dimensioni. La facciata, in stile neoclassico, era scandita da un'ordine gigante di semicolonne doriche, mentre la sala interna aveva una pianta a ferro di cavallo sulla quale si affacciavano tre ordini di palchi e un loggione, per una capienza complessiva di 300 spettatori.

Nell'Ottocento il teatro trionfa in tutto il Triveneto, in virtù del rinnovato ruolo sociale e di rappresentanza per l'emergente classe borghese. Ma divenne in alcuni casi anche "tempio laico", focolaio di rivolta durante i moti risorgimentali. Questa doppia funzione è perfettamente rappresentata dall'attività di Gustavo Modena a Palmanova.

Nel 1844 egli giunge con la sua compagnia al Teatro Sociale, e lo rende subito celebre grazie al carattere fortemente innovativo dei suoi spettacoli. Modena, nutrito di cultura giacobina, mira infatti da un lato ad una riforma radicale del sistema teatrale, basata sull'immedesimazione e sulla comprensione dello spessore umano del personaggio.

Collaboratore di Mazzini, Modena guida inoltre l'insurrezione antiaustriaca del 1848, usando la sala teatrale come quartier generale. Il suo progetto democratico risulterà alla fine sconfitto, in quanto troppo in anticipo sui tempi e Modena si allontanerà dalle scene e dalla vita politica. Un gesto di grande coerenza, e un motivo in più per onorare il teatro di Palmanova con il suo nome.

 

Teatro "Gustavo Modena"
via Dante, Palmanova
tel. 0432 924148