Il Duomo

Il Duomo di Palmanova (1615 -1636) con la sua fastosa facciata fa parte della piazza, da cui emerge e della quale costituisce l'elemento esaltante. Tale costruzione non può essere concepita avulsa dal centro catalizzatore di tutta la vita della fortezza. I cartigli baroccheggianti, il Leone del timpano, che ostruisce l'occhio originale, e le tre statue del Redentore, di S.Marco e S.Giustina collocate alla fine del Seicento, alterano di poco le linee palladiane. Le otto colonne accostate e sovrapposte in due ordini, dorico e ionico e la doppia trabeazione sono gli elementi coi quali l'autore gioca per spartire e legare, dar luce e ombra a tutto l'insieme.

Perfetto il sistema delle proporzioni. Anche l'inclinazione della facciata (dovuta ad un cedimento delle fondamenta durante la costruzione dell'edificio) dona una singolare prospettiva, da far quasi credere che sia stata voluta ad arte. Il Duomo di Palmanova è senza confronto il monumento più insigne d'architettura veneta religiosa della nostra regione.

L'interno della chiesa è formato da un'unica aula rettangolare (m.22 x 50). Riappare il doppio ordine della facciata e lo stesso stile rinascimentale con sovrapposizioni barocche. Ogni lato è diviso in tre campate, con largo respiro in quelli maggiori. Sedici mezzelune (le quattro centrali oggi chiuse) immettono nell'ambiente luce abbondante. L'abside invece è semibuia, dopo che furono murati i finestroni.

Sul lato settentrionale si trovano il presbiterio e le cappelle aperte sulla stessa fronte che all'origine, comunicavano tra loro a mezzo di grandi arcate.

Qui le volte sono in cotto, mentre l'aula è coperta dall'immenso tetto sorretto da undici capriate a vista: vero capolavoro di carpenteria.

Si riprova la sensazione di grandiosità, di proporzione, di armonia. Sulla paternità del Duomo si è molto parlato. In base ai documenti esaminati dallo storico Piero Damiani si è giunti ad alcune conclusioni certe. Sicuramente il primo progetto fatto pervenire al Provveditore Priuli nel 1599 ripete, in scala maggiore, le linee rinascimentali della Chiesa conventuale dei SS.Cosma e Damiano alla Giudecca a Venezia.

Senza dubbio quel progetto fu approntato dall'equipe di ingegneri e architetti addetti all'Ufficio delle Fortificazioni di Venezia. Poiché a quel tempo vi lavorava anche lo Scamozzi, è possibile ch'egli vi abbia posto mano.

Nel 1615 il progetto primitivo, venne modificato perché "La chiesa fu fatta in altra forma et cinque passi minore retratto il coro". Le modifiche molto probabilmente furono apportate dal proto locale Iseppo Capriolo, che aveva il compito di adattare i modelli che arrivavano da Venezia alla situazione ambientale locale.

All'interno del duomo dogale sono conservate opere di Pomponio Amalteo, una scultura attribuita a Domenico da Tolmezzo e di notevole interesse artistico segnaliamo la Pala delle Milizie di Alessandro Varotari detto il Padovanino.

Bibliografia: "Palmanova la storia" di Piero Damiani, 1982 Istituto per l'Encsiclopedia del Friuli Venezia Giulia "Il Duomo di Palmanova" di Piero Damiani edizione rivista e aggiornata da Gabriella Del Frate e Alberto Prelli , 1996 ed. Comune di Palmanova