La piazza

Osservatorio privilegiato della struttura viaria e urbanistica della città è la Piazza Grande, un tempo denominata Piazza d'Armi.

Al centro di questo ampio spazio perfettamente esagonale si erge un basamento in pietra d'Istria, su questa base monumentale, da tempo immemorabile testimone delle vicende storiche della fortezza, s'innalza l'alto stendardo, simbolo della fortezza stessa.

La crescita della piazza, dei suoi decori nel corso dei secoli, è stata sempre determinata da esigenze politiche di cui duplice scopo era quello di esaltare una piazzaforte del sistema difensivo veneziano e di rafforzare i legami fra stato e cittadinanza locale.

Anche se la prima istanza che mosse i fondatori della città nel dar forma alla piazza è stata è stata di carattere militare, questo vitale spazio ha assunto via via nel contesto sociale ed economico di Palmanova un ruolo di rilevante aggregazione della popolazione civile (ancor oggi ogni lunedì si svolge un importante mercato).

Da poco ristrutturata, esalta nella sua ampiezza gli edifici storici più importanti della città, il Duomo Dogale, il Palazzo del Provveditore Generale, il Palazzo del Governatore alle Armi, la Loggia della Gran Guardia, il Palazzo del Monte di Pietà.

Interessanti sotto il profilo artistico le undici statue collocate all'imbocco di ogni strada che sfocia all'interno della piazza con la raffigurazione dei Provveditori Generali della Fortezza.
Si può ritenere che le statue siano state realizzate dalla Comunità e dalle milizie palmarine come segni di riconoscenza a particolari individui, distintisi per generosità ed equità, pur non escludendo l'ipotesi di un diretto interessamento da parte dei singoli provveditori.

Il Palazzo del Provveditore Generale

Situato in Piazza Grande, attuale sede del Municipio.

La sua costruzione si deve al Provveditore Marc'Antonio Memmo: lo testimoniano la data 1598 sulla chiave di volta e il suo nome e titolo sull'arco del portale d'ingresso dell'edificio.

La costruzione a due piani fu situata in piazza all'angolo destro sull'imbocco di Borgo Marittimo (oggi Aquileia). Gli spazi interni erano destinati all'abitazione del Provveditore e della sua famiglia, vi erano gli alloggi del segretario, la cancelleria (per l'amministrazione della giustizia). Naturalmente non potevano mancare la cucina, la cantina, la liscivia dove si faceva il bucato, un'armeria e gli alloggi per la servitù collocati probabilmente all'ultimo piano.

Ma ben presto gli spazi di questo nuovo palazzo risultarono insufficienti, tanto che il Provveditore Giovanni Pasqualigo nel 1611 fece edificare una nuova ala, allestendo al piano terra gli alloggi delle guardie personali del comandante della fortezza e altri locali di servizio in aderenza al fabbricato del 1598.

Il Palazzo fino al 1797 rimase la sede del Provveditore Generale.
Nel corso degli anni fu "Palazzo per l'uso dell'edificio dell'Imperial Regio Comandante della fortezza 1851"; con l'Unità d'Italia fu denominato "Palazzo del Comando del Regio Esercito".

Agli inizi del Novecento l'amministrazione comunale di Palmanova decide di acquistare il palazzo per lire 69.493 e destinarlo come sede del Comune.

Il recupero dell'edificio storico risale al 1989 ad opera degli architetti Claudio Burino e Varnero Vanelli che , tenendo conto della stratificazione storica, hanno previsto la ricomposizione di antiche strutture, valorizzando gli elementi architettonici e riproponendo materiali e decorazioni coerenti con la tradizione costruttiva veneta. E' stata effettuata una organizzazione degli spazi interni, destinando al piano terra le funzioni maggiormente interessate all'affluenza di pubblico, quelle del primo piano alle funzioni di rappresentanza e uffici, quelli del secondo ad utilizzi tecnico-amministrativi e finanziari.

Il Palazzo ha mantenuto ancor oggi con il suo Salone d'Onore e la Sala Consiliare quelle funzioni di rappresentanza degne del suo glorioso passato.

La Loggia della Gran Guardia

Tra il 1599 e il 1601 sotto il Provveditorato di Alvise Priuli I, a ridosso del Palazzo Generalizio, fu costruita la Loggia della Gran Guardia, edificio che ospitava truppe di militari e un corpo di guardia, tra cui gli alabardieri che al comando di un capitano costituivano la scorta del Provveditore.

La struttura è a pianta rettangolare e si sviluppa su due piani: il piano terra presenta un loggiato con sette arcate mentre il primo piano ha sette finestre separate da lesene in corrispondenza delle arcate.

Accanto alla Loggia della Gran Guardia vi è un'altra struttura ad archi, un tempo denominata Loggia dei Mercanti; all'interno di essa si trova il Monumento ai Caduti in guerra, eseguito dall'artista Marcello Mascherini.

Il Palazzo del Governatore alle armi

L'edificio fu costruito nel 1613 sotto il comando del Provveditore Generale Benedetto Tagliapietra; era sede dell'abitazione del Governatore alle Armi, seconda carica dopo il Provveditore Generale. Questa autorità militare era nominata dal Senato Veneto e doveva garantire la sicurezza della fortezza.

Il Palazzo era sede del comando militare in fortezza e deposito di armi; comprendeva anche una stalla, una legnaia e un cortile con pozzo. Il palazzo, restaurato nel 1993, presenta una facciata sviluppata su tre piani con due portoni ad arco dei quali uno sormontato da finestra con balconcino. All'interno di una cornice si intravede il leone di S.Marco scalpellato dai Francesi.

L'edificio oggi è diventato sede della Direzione del Museo Storico Militare.

Il Monte di pietà

Di fronte al Palazzo dei Provveditori si trova il Monte di Pietà, iniziato dal Provveditore Gerolamo Foscarini nel 1664 e completato nel 1666 da Alvise Molin per contrastare l'attività degli usurai in città.

L'edificio fu quasi interamente distrutto durante l'assedio austriaco nel 1814, poi ricostruito nel 1829. Si riconoscono alcuni stemmi gentilizi veneziani e i portoni di accesso situati sulla piazza e sul borgo: gli ingressi differenti, uno per l'entrata e l'altro per l'uscita, permettevano alle persone di non essere viste o di evitare incontri spiacevoli.

Sull'angolo dell'edificio una statua rappresentante la Pietà di autore ignoto posta sotto un baldacchino.