La Guerra contro l'Impero

Per Venezia le principali preoccupazioni riguardavano l'entroterra friulano e forse anche quello veneto, ai quali miravano i turchi, gli altri stati italiani e soprattutto l'Impero Germanico.
Quest'ultimo, nell'anno 1500, trovò l'occasione giuridica per intromettersi nella politica interna della Serenissima con lo scopo di impadronirsi di tutta la Repubblica.

L'occasione fu offerta dalla morte del conte Leonardo di Gorizia.

Venezia aveva strappato quella contea all'Impero nel 1420, quando si era impadronita del Friuli, e i conti avevano accettato, almeno nella forma, di essere vassalli del doge e questo era bastato loro per mantenere il feudo.

Non avendo eredi diretti, alla sua morte il conte Leonardo aveva lasciato la contea agli Asburgo, suoi parenti ma anche imperatori del Sacro Romano Impero Germanico ed avversari di Venezia proprio per il possesso del Friuli.

La complessa situazione si trascinò per alcuni anni, perchè da una iniziale guerra locale fra Impero e Serenissima si passò ad una lega contro Venezia alla quale aderirono anche la Francia ed il Papa.

La Guerra della Lega di Cambrai che iniziò nel 1508 e si concluse solo nel 1521 con il Trattato di Worms col quale l'imperatore Carlo V dettò ai rappresentanti della Serenissima le sue condizioni che divisero il Friuli in due parti.

Con quel trattato si stabilì che la Contea di Gorizia tornasse all'Impero, tuttavia la linea di confine era incerta e mal definita, con enclaves imperiali in territorio veneziano e viceversa.

La nuova carta politica del Friuli fu il risultato della ratifica di uno stato di fatto: il 6 aprile 1512 si era giunti ad una tregua sulle posizioni raggiunte dai due eserciti e queste erano state confermate a Worms.

Per Venezia il Friuli rappresentava una sicurezza verso Oriente, mentre per l'Impero costituiva una testa di ponte in Italia, funzione che questa regione aveva avuto fin dalla fondazione dell'lmpero Germanico nel 962.

Venezia dovette accettare la divisione del Friuli, la perdita di Gorizia e di Gradisca e si trovò ad operare per tutto il '500 e i due secoli successivi in una incerta demarcazione dei confini: continue erano le dispute con gli Asburgo, i quali rivendicheranno ad un certo punto persino il territorio su cui nel frattempo era sorta Palmanova.

Testi a cura di GABRIELLA DEL FRATE
I Testi sono tratti da: "Palmanova guida rapida" a cura di Alessandro Bearzotti