Le Incursioni Turche ed le difese veneziane

Per comprendere i motivi che convinsero i veneziani a fondare Palmanova alla fine del Cinquecento e la scelta di questa sua forma geometrica, è opportuno risalire alla storia della politica e della cultura del secolo precedente tanto in Friuli quanto a Venezia e tenere presente un quadro di respiro più ampio, quasi europeo.

In questo quadro, piuttosto complesso, convergono elementi diplomatici, di strategia e di tecnica militare, elementi di cultura filosofica e di dottrina cattolica post Concilio di Trento.
Tra il 1470 ed il 1499 il Friuli già veneziano dal 1420 aveva subito ben sette incursioni turche provenienti dai Balcani. La più importante delle difese friulane, per lo meno dal 1479, era stata la fortezza di Gradisca, ma accanto a questa la Serenissima aveva opere di difesa obsolete e sguarnite: Chiusa(forte) e Osoppo non erano state in grado di fermare una di quelle incursioni; ad est Cividale era cinta da mura medievali che ben poco potevano contro le armi da fuoco; sulla laguna c'era la fortezza di Marano, la quale poteva tutt'al più impedire sbarchi eventuali solo in un limitato tratto di costa.

In caso di invasione c'era solo la città murata di Udine che poteva diventare rifugio di uomini, raccolti agricoli e mezzi militari e fungere così da minaccia alle spalle di eventuali orde turche che avessero proseguito verso il Veneto.

E' chiaro che questo sistema difensivo era piuttosto scadente per cui i turchi della Bosnia avevano potuto dilagare in Friuli ben sette volte senza trovare una valida resistenza.
Avevano fatto stragi, incendiato villaggi, portato via migliaia di prigionieri da vendere come schiavi. Avevano razziato raccolti e bestiame riducendo alla fame i pochi superstiti.

Queste incursione turche facevano parte di un vasto piano di occupazione dell'Europa centro-meridionale e, se non fossero stati sconfitti a Vienna nel 1529 e poi soprattutto nel 1683, sarebbero riusciti a realizzare il loro piano.
Per ovviare a queste incursioni, nell'anno 1500 Venezia inviò in Friuli Leonardo da Vinci affinchè studiasse opere di difesa sull'Isonzo e a Gradisca, tuttavia solo quando i Senatori veneziani si resero conto di un piano turco per la conquista delle pianure imperiali o veneziane pensarono ad una fortezza di eccezionali dimensioni, cioè Palma, tale che potesse dare ricovero a un gran numero di persone ed ai loro beni.

Testi a cura di GABRIELLA DEL FRATE
I Testi sono tratti da: "Palmanova guida rapida" a cura di Alessandro Bearzotti