Bando Affitti: precisazione della Regione

Fino al 31 dicembre si applica il DL 34/2020 Richiesta attestazione immobili estero non applicabile al contributo. Martines: “Un passo indietro necessario. Ora si proroghino le scadenze e si adeguino i bandi”

 

Una lettera ufficiale della Regione FVG mette chiarezza sulla disciplina dei contributi erogati dalle UTI per l’abbattimento dei canoni di affitto per immobili ad uso abitativo. Per i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea non sarà più necessario presentare un certificato o attestazione rilasciata dall’autorità dello Stato estero di appartenenza, corredato da traduzione in italiano autenticata dal consolato italiano, nella quale venga specificato che non sono proprietari di beni immobili in Italia o all’estero.

Lo spiega in una nota inviata a tutti i Sindaci, la stessa Regione, citando il DL 34/2020: “Al fine di garantire la massima semplificazione, l'accelerazione dei procedimenti amministrativi e la rimozione di ogni ostacolo burocratico nella vita dei cittadini e delle imprese in relazione all'emergenza COVID-19, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2020, nei procedimenti avviati su istanza di parte, che hanno ad oggetto l'erogazione di benefici economici da parte di pubbliche amministrazioni, le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 sostituiscono ogni tipo di documentazione comprovante tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti dalla normativa di riferimento, anche in deroga ai limiti previsti dagli stessi o dalla normativa di settore…”.

“Un passo indietro necessario. Per molti presentare questa documentazione sarebbe stato impossibile. Ora che la situazione è risolta, si modifichino i bandi UTI e si proroghi la scadenza, per permettere a tutti coloro che ne hanno diritto di usufruire del contributo previsto”, commenta Francesco Martines, Sindaco di Palmanova, che solo pochi giorni fa aveva sollevato il problema, inviando una comunicazione ufficiale alle istituzioni preposte nonché richiedendo attenzione sul tema sui giornali.

“Abbiamo così evitato una discriminazione nei confronti dei cittadini stranieri che rischiava di escludere dai contributi circa il 40% delle domande presentate. In una situazione economica e sociale come l’attuale, questo avrebbe significato riversare tutti i disagi di queste persone sui servizi sociali comunali per non parlare delle ovvie ricadute su alcuni proprietari di abitazioni che avrebbero potuto non veder versato l’affitto degli inquilini stranieri”.

Basterà quindi che i richiedenti il contributo presentino una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e non più autocertificazione come gli anni scorsi, in quanto  “si ritiene che per la verifica del requisito della non proprietà di immobili non possa essere utilizzata l’autocertificazione”, come previsto all’art. 47 del DPR nr.445 del 2000.