Demolizione di un fabbricato in via Corner

Una storia lunga 8 anni. Interviene il Comune.

Martines: “Finalmente. In abbandono e pericolante”

 

Sono iniziati finalmente  i lavori di demolizione di un fabbricato con accesso da via Corner, nei pressi di Borgo Udine a Palmanova. Una struttura su tre piani, ex abitazione e facente parte del complesso di Palazzo Trevisan.

Un intervento urgente, realizzato dal Comune, per porre rimedio alla situazione di prolungato abbandono dell’area di proprietà di un privato, pericolosa per le persone e le abitazioni circostanti visto il verificarsi di diversi crolli e che vede ormai da anni il proliferare di piante e animali selvatici, causando un rischio igienico sanitario all’interno del centro storico.

È una vicenda che ci portiamo avanti dal 2012 che finalmente trova una soluzione concreta. Abbiamo più volte utilizzato varie vie formali e informali per chiedere e imporre alla proprietaria del bene di intervenire per mettere in sicurezza la zona. Nulla si è mosso: nessuna risposta e raccomandate non ritirate. È stata necessaria una sentenza di condanna da parte del Tribunale di Udine, datata 1 giugno 2018, per consentirci di intervenire d’imperio su una proprietà privata con certezza legale”, cosi il Sindaco della Città Stellata Francesco Martines.

I lavori di demolizione e di rimozione dei detriti sono cominciati venerdì 7 febbraio, termineranno all’incirca in 30 giorni e costeranno all’incirca 48.000 euro. Una ditta specializzata si sta occupando dell’azione, resa complessa dalla vicinanza di altre abitazioni e della sede dell’Ufficio Turistico e del Museo Civico (attualmente in ristruturazione). I crolli che si sono susseguiti negli anni hanno già interessato le abitazioni circostanti, causando danni e riversando detriti nei giardini. Nel 2013, era crollata la parte superiore della struttura d’entrata alla proprietà, con conseguenti calcinacci sul marciapiede e sulla strada.

Nel 2013 il Comune ha provveduto a mettere in sicurezza l’accesso sulla strada, richiedendo tramite ingiunzione la restituzione dei 4.000 euro spesi per l’intervento. Nel 2014 due nuove ordinanze del Sindaco (le numero 105 e 148) che, non ottemperate, hanno portato alla sentenza di condanna emessa dal Tribunale penale di Udine (1/6/2018).

Trovo incredibile che il Comune non abbia  strumenti legali più immediati per intervenire prontamente, quando la proprietà non ha intenzione di collaborare e quando ci sono in gioco gli interessi e l’incolumità di terzi. È nostro compito assicurare la pubblica sicurezza e salute e non possono passare otto anni prima che sia possibile porre rimedio. La troppa  burocrazia, l’eccesso di garantismo e, in questo caso, l’assenza di senso civico, ci hanno costretti a muoverci in questo modo. Ora finalmente possiamo demolire il fabbricato, con grande sollievo anche dei proprietari delle case che confinano. Poi continueremo la battaglia legale per ottenere il giusto risarcimento per il lavoro svolto e, nel caso questo non venga versato, procederemo a porre un vincolo ipotecario sul bene”, conclude il primo cittadino di Palmanova.